Agli inizi degli anni 2000 John Pepper, uno dei leggendari CEO di P&G durante gli anni 80/90, scrisse il libro “What really matters” dove possiamo ritrovare  molti dei concetti di valore che hanno ispirato generazioni di top managers in passato e che, a distanza di tempo, sembrano ancora molto attuali:

– Positiva propensione al cambiamento continuo, come linfa vitale del dinamismo dell’azienda

– Estrema attenzione al capitale umano ed alla ricchezza all’interno delle sue diversità

– Ascolto attivo e rispetto verso i propri interlocutori

– Consapevolezza delle proprie responsabilità e degli impatti che cio’ può avere sulle persone che lavorano con noi

– Passione per ciò che facciamo e voglia di trasmetterla all’intera organizzazione , creando coesione e spirito di squadra

– Autorevolezza attraverso il proprio agire piuttostochè Autoritarismo basato sulla propria autoreferenzialità

-Approccio visionario nel pensiero, ma pragmatico nell’azione

Ancora oggi queste linee di pensiero rappresentano (o dovrebbero rappresentare) un riferimento per chi ambisce a guidare realtà di business importanti, cercando di marcare bene le differenze fra “mentorship” e “dictatorship”, fra chi crede nella efficacia di una “delega fiduciaria” verso chi è ossessionato dal  “controllo” sull’operato della propria squadra, cercando sempre di essere un riferimento positivo per l’intera organizzazione attraverso comportamenti virtuosi ispirati alle “3A”:

1) Accoglienza, intesa come propensione a lavorare “a porte aperte” supportando l’interazione con la propria squadra, favorendone una positiva integrazione all’interno del “corpo” aziendale;

2) Ascolto, inteso come apertura a comprendere “attivamente” il punto di vista dell’altro riservandosi il giudizio e la potenziale condivisione (o rigetto totale o parziale) sui contenuti ad una fase successiva di confronto in aperta ed onesta condivisione del feedback

3) Aiuto, inteso come disponibilità a supportare il superamento delle criticità attraverso piani d’azione “cuciti” sulle problematiche emerse (attuali o potenziali) e finalizzare ad esprimere al meglio le potenzialità di miglioramento del singolo individuo o dell’intera squadra

Ed è proprio su queste tematiche che un piano di formazione manageriale integrata (formazione “classica” + coaching + mentoring) puo’ offrire un valido contributo.